semaglutide per dimagrire: come funziona

Nella guida generale alla cura dell’obesità abbiamo visto che la semaglutide è oggi uno dei farmaci più usati per dimagrire. In questo articolo approfondiamo come funziona, cosa mostrano gli studi clinici e chi può assumerla davvero.

Cos’è la semaglutide e come funziona

La semaglutide è un principio attivo della classe GLP-1, disponibile con i nomi commerciali Ozempic e Wegovy. Nasce come farmaco per il diabete di tipo 2, ma oggi i medici la prescrivono anche per la gestione del peso in persone con obesità o sovrappeso.

Il meccanismo d’azione

La semaglutide imita il GLP-1, un ormone naturale che l’intestino produce dopo i pasti. Agisce sul cervello, riduce la sensazione di fame e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Il risultato è un maggiore senso di sazietà, con una riduzione naturale delle porzioni.

Ozempic e Wegovy: qual è la differenza?

Ozempic e Wegovy contengono la stessa molecola, la semaglutide, ma hanno indicazioni diverse. Ozempic ha l’indicazione per il diabete di tipo 2, mentre Wegovy ha l’indicazione specifica per la gestione del peso, spesso a dosaggi più alti. La scelta tra i due dipende dal quadro clinico della persona, non da una preferenza personale.

Semaglutide per dimagrire: cosa dice la scienza

Una meta-analisi di 13 studi randomizzati, su quasi 5.800 partecipanti, ha confermato l’efficacia della semaglutide sottocutanea nel calo di peso [1]. I risultati includono anche benefici sulla pressione arteriosa e sul profilo cardiometabolico.

I risultati degli studi clinici

Rispetto al placebo, la semaglutide riduce il peso corporeo in media del 10%, con una diminuzione della circonferenza vita di circa 7 cm [1]. Gli effetti sono maggiori nelle persone con obesità di classe più alta e con trattamenti di durata più lunga. Oltre al calo di peso, gli studi segnalano un miglioramento della qualità della vita che i pazienti stessi percepiscono [1].

È importante conoscere anche i limiti di questi dati. La maggior parte degli studi confronta la semaglutide con il placebo, non con altri farmaci per l’obesità. Servono quindi altre ricerche per capire come si posiziona rispetto alle alternative disponibili.

Dose e frequenza: perché una volta a settimana

Gli studi confrontano diverse dosi e frequenze di somministrazione. La dose settimanale di almeno 2 mg, per via sottocutanea, mostra il miglior equilibrio tra efficacia e sicurezza [1]. La somministrazione una volta a settimana, rispetto a quella giornaliera, riduce anche l’incidenza di effetti indesiderati.

Per chi è indicata la semaglutide

La prescrizione dipende dal BMI e dalla presenza di altre condizioni, come il diabete di tipo 2 o le malattie cardiovascolari. Lo abbiamo spiegato nella [guida generale alla cura dell’obesità](/cura-obesita-guida-completa): si tratta sempre di una decisione clinica, che il medico e il nutrizionista valutano insieme.

Chi non dovrebbe usarla

La semaglutide non è adatta a tutti. Chi è in gravidanza, chi allatta o chi soffre di alcune patologie tiroidee o pancreatiche specifiche non deve utilizzarla. Anche per questo, ogni prescrizione richiede una valutazione medica individuale: non deve basarsi su ciò che si legge online.

Effetti collaterali e sicurezza

Gli effetti indesiderati più comuni sono di tipo gastrointestinale: nausea, stitichezza e, in alcuni casi, vomito. Sono generalmente lievi e spesso diminuiscono nel tempo. Dedicheremo un articolo specifico a questo tema, con indicazioni pratiche su come gestirli a tavola.

Semaglutide e nutrizionista: perché il farmaco da solo non basta

Un dato interessante emerge dalla ricerca. Chi segue anche un percorso alimentare strutturato, insieme alla terapia, ha un’incidenza minore di ipoglicemia. Ha anche un profilo lipidico migliore, rispetto a chi assume solo il farmaco [1]. Lo stile di vita resta quindi un alleato del trattamento, non un’alternativa.

Per questo motivo, l’accompagnamento nutrizionale durante la terapia con semaglutide per dimagrire aiuta a ottenere risultati più stabili nel tempo, oltre che a gestire meglio gli effetti collaterali.

Domande frequenti

Quanto peso si perde con la semaglutide?

In media, gli studi clinici mostrano una perdita di peso di circa il 10% rispetto al placebo. I risultati variano da persona a persona, in base a dose, durata del trattamento e stile di vita [1].

Quanto dura il trattamento con la semaglutide?

Non esiste una durata fissa valida per tutti. Il medico definisce la durata in base ai risultati che il paziente raggiunge e alla tollerabilità del farmaco, di solito nell’arco di diversi mesi.

La semaglutide fa dimagrire tutti allo stesso modo?

No. L’obesità ha cause diverse da persona a persona: genetica, abitudini alimentari, livello di attività fisica e altre condizioni di salute. Per questo la risposta al farmaco varia, ed è normale osservare risultati diversi da un paziente all’altro [1].

Conclusione

La semaglutide è un’opzione efficace per la cura dell’obesità: solide evidenze scientifiche la sostengono. Come per ogni terapia farmacologica, funziona meglio all’interno di un percorso completo, che includa alimentazione e stile di vita.

Se ti ritrovi in questa situazione, confrontarti con un nutrizionista può essere un primo passo utile per capire come integrare al meglio la terapia nel tuo percorso.

Note e fonti

  1. Zhang R, Hou Q-c, Li B-h, et al. Efficacy and safety of subcutaneous semaglutide in adults with overweight or obese: a subgroup meta-analysis of randomized controlled trials. Front Endocrinol. 2023;14:1132004. https://doi.org/10.3389/fendo.2023.1132004

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